In questo periodo siamo in vacanze con i laboratori, al Babau, a Cormano, al Museo del Giocattolo. Tutto sospeso aspettando il ritorno dei bambini…
Approfittiamo per aggiornare le nostre proposte, i nostri progetti, i nostri meccanismi di comunicazione. Per raccogliere nuovi materiali. Per scrivere e registrare le nostre scoperte durante l’ultimo anno scolastico. Per leggere tutto quanto possibile. E anche per fare qualche viaggio.
laboratòrio s. m. [dal lat. mediev. laboratorium, der. di laborare «lavorare»]. (Treccani)
La esperienza di laboratorio fa il lavoro sorprendente.
Il laboratorio può essere la via di mezzo tra lavoro e piacere. Quella via che tutti vogliamo, ma solo i bambini trovano facilmente. Quando si scollano dal dovere, dalla fretta, dalla priorità del risultato, cose imparate, che non fanno parte della loro natura.
L’uomo del laboratorio è soprattutto l’uomo ludens. Che sa trasformare in ricerca e fantasia gli oggetti del quotidiano. Che trova soluzioni geniali, che si lascia portare da idee particolari, che riesce a “piegare e spiegare” contenuti in nome di una procedura appena inventata.
Vivere in laboratorio è un tentativo di reinventare la propria vita.
Qui, il sito di un progetto bellissimo che rappresenta la Cultura Ludica mondiale. Purtroppo non c'è una versione in italiano, ma non fa niente. Ci sono immagini che parlano più di mille parole. "Il progetto Bira avvicina culture attraverso il gioco".
Buona navigazione!
giovedì 18 giugno 2009
“Gli adulti sono troppo indaffarati per trovare cose per strada – tutto per loro è un disvio. I bambini e le bambine, invece, se con loro il mondo è ancora generoso, finiscono per trovare degli oggetti. Che sembrano, come per mistero, appartenere a un altro posto, brillando in mezzo ai rifugi come piccoli tesori sotterrati nella sensibilità del mondo. Lasciano d’essere meri utilitari addormentati nell'abbandono e passano ad appartenere a un tempo in cui sopravvivere e creare non siano cose necessariamente tanto opposte”.
(Luiz Carlos Garrocho, filosofo, regista teatrale e arte-educatore)
Nei nostri giorni, il Museo è un legittimo rappresentante della Cultura e lavora in complementarità con gli organismi educativi.
Infatti, davanti ai cambiamenti del nostro secolo, diventa ogni volta più importante la relazione tra Educazione e Cultura. Si sa già che “non esiste persona educata senza repertorio culturale, nemmeno repertorio culturale senza educazione” (Gilberto Dimenstein, giornalista).
Perciò, un Museo deve essere in grado di offrire ai suoi utenti – soprattutto ai bambini, che s’incontrano in fase di formazione culturale – risorse per costruire significato e vivere in modo pieno i diversi contenuti. Un Museo ormai è una istituzione interattiva per eccellenza. Il concetto di Museo Vivo viene a rispondere a questa crescente domanda.
Un Museo Vivo si sforza di rendere la sua collezione fruibile, affinché possa essere non solo vista ma anche manipolata, interpretata e persino ricreata dagli utenti. Propone percorsi didattici, chiavi di lettura, ricerca, azioni e attività di diverso tipo nel senso di avvicinare interattivamente collezione e utente.
Se riesce a farlo in modo ludico e divertente, ancora meglio.
Poco tempo fa, ho scritto che “il gioco di costruzione porta con sé la fantasia e la creatività presenti nel Gioco Simbolico associata all’abilità e all’organizzazione presenti nella Regola”. Ossia, modalità importantissima anche per la costruzione del pensiero.
Nei nostri giorni i bambini spesso trovano quasi tutto pronto, finito, già strutturato. Le occasioni di costruire sono poche. Ma ci sono.
A casa si può costruire? Al parco? Ai giardini? Al mare? A scuola si può costruire? … al ristorante, mentre cenano i grandi, se il bambino si annoia?
Foto: web
Basta un piccolo spazio dove appoggiare le cose, anche per terra. Qualche strumento (forbici, scotch… la colla si può evitare perché difficile da manipolare) o meno, perché tutto si può adattare. E alcuni materiali. Quelli più semplici, che si trovano in giro, sono sempre i più interessanti perché propongono possibilità inusitate.
A casa: cartoncino, tappi, ruoli da carta igienica, plastica, scatole, barattoli, stoffa…
Ai giardini: sassi, foglie, erba, rametti…
Al mare/laghi: sabbia, sassolini, rami, conchiglie, acqua…
Foto: Filipe Lima
Al ristorante? A scuola... Pensate voi alle possibilità.
Quello che conta è l’urgenza di giocare. O la fantasia. La voglia di creare. Poi… vedere il bello di questo gioco.
Jacyara Farias e Maria Giovana(Mary) Berenato sono le nostre compagne responsabili per l'operazione dello Spazio Gioco Il Babau, presso Cargo & HighTech. Abbiamo chiesto a loro di scrivere qualcosa a quattro mani - e due cuori - sul loro lavoro. Ecco il risultato e alcune foto scattate da loro.
Grazie, ragazze. Siete brave!!
Creare Al BABAU!
Lo spazio del Babau offre al bambino un percorso del fare che vede protagonista la libertà di SCELTA, e come mezzi espressivi i materiali di riuso che si trasformano modellati dalla creatività. Il bambino può scegliere cosa costruire, e sperimentando,
si costruisce, si fa e si disfa. I materiali invitano a fare e ad esplorare le proprie competenze[*]accogliendo anche la libertà di non scegliere. In questi casi si trova una strategia insieme al bambino, usufruendo di un ambiente stimolante.
L’ importanza della scelta sta nella crescita del senso di sé, l’ autostima e il senso di competenza, di soddisfazionee contribuendo alla costruzione
dell’identità, senza entrare nel merito alle osservazione dello sviluppo psicomotorio. Ma tenendo semplicemente conto del fare, del costruire come un percorso percettivo creativo sensoriale di relazione con i materiali, con noi operatori e con gli altri bambini presenti nello spazio favorendo la socializzazione.
Bisogna osservare con attenzione il fare del bambino per intervenire nei momenti giusti senza essere invadenti, ma complici. Perché non bisogna dimenticare che sono loro a condurre con le loro scelte.
Le piccole mani rendono vivo il materiale, creando animali, mondi, astronavi, ma soprattutto danno vita ai sogni.
QUESTO È IL BABAU.
Jacyara Farias Azevedo Terapista Occupazionale
Maria Giovanna Berenato Artista Terapista.
[*] Essere nel fare, introduzione alla terapia occupazionale, a cura di Julie Cunnighan Piegrossi Pag 44
Non credo. Idee derivano da altre idee (per confermare o per confrontare, come diceva Harold Bloom nel suo stupendo "L'Angoscia dell'influenza").
Copiare (soprattuto dai compagni) può essere un ottimo esercizio di creatività. Anche perché la copia non sarà mai uguale all'originale, persino quando viene fatta dalla stessa persona che l'ha prodotta. Copiare porta nuovi repertori, apre nuovi canali, altre possibilità, chiarisce le influenze, l'identità. E stimola a cercare altre idee. Spesso la copia è soltanto un pretesto, poi viene modificata...
Creare è un atto sociale. E pertanto interattivo.
Chi crea, sta creando con qualcuno e per qualcuno. Niente di meno "puro".
La creazione non è pura come la Cultura non è pura come l'Arte non è pura.
Evviva i collage, le riletture, le revisioni, l'interpretazioni, evviva le copie. Bambini imparano molto per imitazione e per ripetizione. No problem! Tranquilli, genitori, tranquilli soprattutto gli insegnanti. Perché nell'atto di copiare saranno sempre previsti costruzioni, ricerche, elaborazioni cognitive, concetti. Non sono strutture isolate. L'essere umano è complesso.
(Evviva la copia. A condizione che siano citate - e debitamente riconosciute - le fonti.)
Ecco alcune immagini dei laboratori che abbiamo realizzato presso la Biblioteca Comunale di Cormano. Abbiamo contato su una importante collaborazione: Zefferina Castoldi ci ha generosamente offerto la sua passione, il suo entusiasmo e la sua competenza per costruire insieme un lavoro veramente significativo. Le saremo eternamente grate.
L'Associazione Culturale ProgettoQualeGioco è interessata alla diffusione della Cultura ludica, all' arte, all' ecologia, ai materiali di recupero, al fare le cose da sè, alla letteratura infantile e fondamentalmente alle cose semplici e quotidiane.
Marilena Adamo è architetto-designer e fondatrice della Associazione PQG. Cura le immagini e il progetto grafico di questo blog. Claudia Souza è psicologa, scrittrice, ricercatrice della infanzia e membro della Associazione PQG. Cura i testi di questo blog. Elena Carafa è designer e fondatrice della Associazione PQG. Cura il sito PQG Gli altri membri della Associazione sono:
Velca Boccaletti, che coordina le feste di compleanno Alice Cerri, Paolo Maruzzi, Jacyara Farias e Stefania Frattari che sono gli operatori dello Spazio Giochi Il Babau
Presso la sede del Museo del Giocattolo di Santo Stefano collabora con noi l'Associazione Culturale Ottotipi (Emanuela Casavecchi, Valeria Piccinu e Silvia Dati)
Anche se ciascuno fa quello che sa fare meglio, le idee sono sempre di tutti!
Corsi e altri eventi organizzati da ProgettoQualeGioco Corso di formazione per operatori : A breve, appena riapre il Museo del Giocattolo a Cormano, la nuova edizione 2010. Seguite il nostro blog per ulteriori informazioni.
Non i soliti giochi, non i soliti laboratori, ma tante attività coinvolgenti, interessanti e divertenti da fare insieme ai propri amici.
Dal martedì al venerdì, a partire dalle 15:00, Spazio Giochi Il Babau, presso Cargo&HighTech, Via Meucci 39. M2 Crescenzago.
Per altre informazioni, contattare: 3662588120 dalle 10.00 alle 18.00 o l'indirizzo mail: info@progettoqualegioco.it Attenzione: non è possibile organizzare feste durante il weekend. LO SPAZIO GIOCHI SARÀ CHIUSO FINO AL 18 SETTEMBRE 2010
Kit per giocare a casa
Volete portare un pochino di ProgettoQualeGioco a casa?
Abbiamo preparato un kit con dei materiali stimolanti e divertenti per giocare a costruire a casa. Provatelo! In vendita allo Spazio Giochi Il Babau.
Proposta di attività di laboratorio da svolgersi presso la vostra scuola
Il gioco di costruire un giocattolo
ProgettoQualeGioco per sua formazione ed esperienza, si pone un importante obiettivo: la sperimentazione e la verifica costante delle idee individuali da parte dei bambini, come forma necessaria di esperienza e di conoscenza.
Attraverso un’esperienza diretta i bambini costruiranno il proprio giocattolo, un oggetto che avrà caratteristiche uniche.
A supporto dell’attività saranno forniti tutti gli elementi che renderanno completa questa esperienza: una vasta gamma di materiali recuperati da diversi contesti (materiali di scarto industriale, piccoli oggetti, materiali di scarto casalingo), strumenti per il lavoro e l’assemblaggio.
Ecco alcune tematiche proposte per l’attività di costruzione di giocattoli: Burattini e marionette in movimento Micro-giocattoli Carta cartaccia straccia Oggetti per il movimento, macchine meccanismi Pupe, Pupazzoli, Robot e Mostri Spaventapasseri Andar per mare, per cielo e per terra: veicoli Strumenti musicali