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martedì 18 maggio 2010

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“Spiegare la creatività è, prima ancora che impossibile, insensato: non esiste niente di più inafferrabile. C'è la creatività dei geni, che cambia il mondo, e c'è quella quotidiana, che ci illumina la vita. Quella degli animali. Quella degli imprenditori e quella delle donne. Quella dei vecchi, dei folli, dei bambini. E c'è la creatività propria del linguaggio.

Ma una ricetta - univoca, coerente, oggettiva - per definirla, riprodurla, governarla non esiste. La creatività è un'intuizione che si accende al di là della consapevolezza, ma se non si accompagna alla conoscenza, alla competenza, alla fatica, resta un barlume senza esito.

La creatività non è solo talento ma anche allenamento, non è solo natura ma anche cultura”.

Annamaria Testa, in La trama lucente. Che cos'è la creatività, perché ci appartiene, come funziona.

creatività

lunedì 14 settembre 2009

Nuvole e bambini

Ogni volta di più psicologi ed educatori dicono che osservare la natura provoca nei bambini un considerevole aumento della capacità immaginativa e pertanto creativa.

Il gioco “contemplativo” – la cui azione viene da dentro – sarebbe fondamentale per sviluppare l’abilità di scolpire, per esempio, ma anche utile per il disegno, la pittura, la costruzione e tutto ciò è in relazione con la composizione.

Bambini sono associati a attività. E il fatto di vederli così "fermi" può provocare ansia negli adulti. Ma il gioco contemplativo esige sforzo, esige tempo. Come sottolinea la dottoressa Oliveira (Scultura e immaginazione tra piccoli bambini, Isola di Santa Catarina, Florianópolis,Brasile, 2008)

(...) parliamo di un tempo di creazione che contiene in sé la contraddizione feconda dell'inerzia e del movimento, dell'azione, della sperimentazione (...)

Cercare forme delle nuvole: la convivenza con la natura, con ciò che è infinitamente grande, ciò che è infinitamente piccolo e ciò che è infinitamente multiplo (Girardello, 1998, in Oliveira, 2008).

guardando-la-forma-delle-nuvole1

giovedì 18 giugno 2009

“Gli adulti sono troppo indaffarati per trovare cose per strada – tutto per loro è un disvio. I bambini e le bambine, invece, se con loro il mondo è ancora generoso, finiscono per trovare degli oggetti. Che sembrano, come per mistero, appartenere a un altro posto, brillando in mezzo ai rifugi come piccoli tesori sotterrati nella sensibilità del mondo. Lasciano d’essere meri utilitari addormentati nell'abbandono e passano ad appartenere a un tempo in cui sopravvivere e creare non siano cose necessariamente tanto opposte”.

(Luiz Carlos Garrocho, filosofo, regista teatrale e arte-educatore)

martedì 5 maggio 2009

Lettura contestuale

Los niños aprenden con los libros, pero también con las piedras, las moscas, las hormigas y las arañas. Aprenden con todo. Aprenden jugando. Y no se cansan de aprender. (...) Algunos de los libros más aburridos están hechos por gente con mentalidad de sastre que cree que los libros para niños deben ser como los trajes para niños: varias tallas más pequeños. La mirada inocente del niño nada tiene que ver con los pantaloncitos. Si no se entiende todo, ¿qué más da? Pocos adultos pueden explicar por qué vuelan los aviones y sin embargo no tienen miedo a viajar en ellos.


Tutto si può leggere - Libro illeggibile, Bruno Munari


A marzo/09 abbiamo realizzato, insieme alla Biblioteca e agli Asili Nido della zona Cormano, una serie di laboratori di lettura per bambini tra 2 e 3 anni e le loro famiglie.

I partecipanti sono stati stimolati a fare la "lettura contestuale" di diversi portatori di testo (riviste, manifesti, volantini, marche, imballaggi, scatole, ecc). Davanti a questi portatori, la domanda era: cosa c'è scritto qui, secondo te? E dopo: come hai fatto per scoprirlo?


Per "leggere", ovviamente (come gli adulti davanti a scritture diverse), i bambini dovevano utilizzare il contesto (per quello "lettura contestuale"), ossia il monte di informazioni che porta con sé ogni testo e che non si riferiscono direttamente alla decifrazione. Leggere, in questo modo, acquista un carattere di verifica, di ricerca, di costruzione di significato. C'è anche la possibilità di sbagliare (l'errore costruttivo secondo Piaget), di fraintendere, di sconcertarsi. Cosa molto più istigante e divertente che semplicemente decodificare o ascoltare.

In questo senso più ampio, da piccolissimi, i bambini imparano a leggere... leggendo! Il libro e gli altri testi diventano oggetto della loro investigazione attiva, libera e aperta.

Le famiglie hanno costruito una specie di album di significati. Nella misura in cui erano letti, i "testi" venivano incolati sull'album, il quale diventava il libro del bambino. E siccome non c'era la necessità di terminarlo, speriamo che lo abbiano continuato a casa, estendendo il gioco a altre situazioni in famiglia.

lunedì 27 aprile 2009

..."Essere accanto a un bambino che gioca sgnifica stupirsi dello stesso stupore, gioire delle stesse scoperte, sperimentare la stessa curiosità... ritrovando una strada di cui, talvolta, si perde la memoria. Il laboratorio diventa così un'occasione per recuperare una dimensione sopita, ma necessaria".

A che gioco giochiamo? Beba Restelli e Silvana Sperati, Quaderni di Lavoro, Corraini, 2008
 
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